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Se si pensa che per accogliere consensi sia necessario strafare o lasciarsi ammaliare dal richiamo suadente delle tendenze fugaci, forse sarebbe il caso di fare un passo indietro. A volte, infatti, basta “poco” per portarsi a casa un risultato soddisfacente. Poco, inteso come poco avvezzo a sensazionalismi che scaturiscono un immediato effetto wow per poi essere dimenticati rapidamente; non è per niente poco invece il sapiente know-how di Haider Ackermann che ha debuttato ieri sera, 5 marzo 2025, alla direzione creativa di Tom Ford, con la sua prima collezione Fall Winter 2025 presentata a Parigi.

Un nuovo capitolo per Tom Ford

Il suo “saper fare”, magistrale, clinico, ispirato, preciso, tagliente, è stato a dir poco tangibile in questa collezione attesissima, dato che segna l’inizio di un nuovo corso per il marchio fondato dall’omonimo designer texano nel 2005, e successivamente venduto, nel 2022, al gruppo Estée Lauder per 2,8 miliardi di dollari. E proprio Tom Ford ha assistito alla sfilata in prima fila e, a giudicare dagli abbracci e dagli sguardi intrisi di commozione con cui ha salutato Ackermann alla fine della sfilata, non possiamo che pensare che abbia apprezzato il risultato e non poco.

Un’ambientazione suggestiva e drammatica

Avvolto in una suggestiva e sofisticata oscurità, tra divani neri e specchi ispirati al mondo del clubbing notturno, lo show si apre al pubblico in tutta la sua drammaticità chirurgica ed essenziale. E proprio in questo contrasto, tra l’essere profondamente minimalista eppure costellata da un lirismo a tratti cinematografico, gioca l’intera sfilata, in un avanzare lento, solenne, ma deciso e incisivo. Ackermann si è sempre distinto per la squisitezza dei suoi tagli, per la sua sartorialità spigolosa e seducente, e ha trovato una congiunzione tra questa personalità così evidente e il mondo Tom Ford, quello del glamour, del luxury allo stato puro, del divismo sensuale e altero.

Il dialogo tra Ackermann e Ford

«Lui è la nightlife, io sono il mattino seguente» ha dichiarato il designer riferendosi a Ford, eppure questo dualismo, enfatizzato dal desiderio di Ackermann di rendere omaggio allo stile iconico del fondatore ma rispettando i suoi già ben noti codici stilistici, si traduce in un risultato che è un insieme di capi realizzati con perfezione neoclassica, che trasudano lusso da ogni centimetro grazie alla visibile expertise manifatturiera e alla selezione accuratissima delle texture. Elementi essenziali, look adatti e indispensabili a ogni guardaroba contemporaneo, che si arricchiscono di una nuova desiderabilità, che non chiede permesso, ma si impone elegantemente al primo sguardo.

La pelle come protagonista

La pelle è la protagonista assoluta della prima parte della collezione: è nera, lucidissima, tagliata a vivo, evocando silhouette impeccabili. La troviamo in total look con biker jacket e pantaloni, nelle giacche dai tagli netti, nel design futuristico e classicissimo dove maschile e femminile si mescolano senza indugio. L’hairstyling delle modelle contribuisce alla plasticità geometrica dello show: voluminosi e completamente portati all’indietro, nelle nuance decise del nero o del biondo platino. A completare il tutto, labbra vermiglie e glossate, una traccia di sensualità fatale che si interseca pittoricamente nel black and white che domina la prima parte dello show.

Tra power dressing e tailoring

Nel casting, le muse di una vita come Kristen McMenamy e Karen Elson, ma anche le nuove regine delle passerelle come Vittoria Ceretti, Alex Consani, Loli Bahia e Mona Tougaard. Che pian piano lascia spazio al power dressing e al tailoring, che troviamo anche nei look maschili, che traducono il più autentico concetto di formalità, ma con un’attitude futurista e dinamica. Le linee minimal svelano dettagli audaci come i tagli cut-out che troviamo nei long dress da vestale. Qui la palette colori cambia, lasciando spazio alle tonalità pop e pastello come gli azzurri, il giallo limone, i lilla, in pendant con il grafismo degli ombretti. Ma anche il bianco più asettico e il bloody red che si sposa deliziosamente con un trench coat in pelle effetto cocco ad alto tasso erotico.

Un finale scintillante

Il finale è scintillante, con lavorazioni crateriche nei toni dell’argento, in una conclusione che si prende il proprio tempo senza fretta, sulle note di “Into my arms” di Nick Cave, prima di esplodere in un applauso collettivo. Non ci resta che augurare ad Haider Ackermann un caloroso benvenuto.