Da oltre un decennio, Olivier Rousteing ha fatto brillare Balmain, lasciando un segno indelebile nella storia della maison francese. Ma mercoledì 5 marzo 2025, tra le mura della Grande Halle de la Villette, il designer ha scelto di aprire un nuovo capitolo creativo. Le silhouette si fanno più essenziali, l’allure è la protagonista, e la fiducia diventa il filo conduttore di questa collezione. Una fiducia che Olivier Rousteing ha costruito nel tempo e che si riflette nella donna Balmain, cresciuta ed evoluta insieme a lui.
Potenza e sensibilità: le dualità di Balmain
«Gli esordi in giovane età non sono stati facili, ma la forza di questa collezione dimostra che il tempo, la perseveranza e il duro lavoro sono i pilastri di un percorso di successo», si legge nelle note dello show. E che percorso! Nominato a soli 24 anni direttore creativo di Balmain, Rousteing è stato il più giovane a ricoprire questo ruolo dai tempi di Yves Saint Laurent. Questa sicurezza acquisita si riflette nelle silhouette della collezione Autunno-Inverno 2025-2026: la donna Balmain conosce se stessa e continua la propria introspezione. Le linee sono massimizzate, l’estetica più raffinata che mai, la palette cromatica gioca con toni neutri, accesi da lampi di arancione pop e rosso papavero. L’audacia si manifesta nei tagli e nei volumi: spalle drammatiche, passo deciso scandito da stivali imponenti, mentre la resilienza si traduce in silhouette avvolgenti, veri e propri bozzoli 2.0 pensati per affrontare il mondo esterno.
Un dialogo tra passato e presente
Questo show rappresenta una fusione perfetta tra due destini: quello di Pierre Balmain e quello di Olivier Rousteing. «È una conversazione intima tra noi due – un tocco d’Africa che incontra Parigi, una fusione di origini che crea una tensione palpabile». Si ritrovano numerosi richiami alle silhouette della maison negli anni ‘50 e ‘60, con alcuni omaggi anche agli anni ‘80. L’allure è potente, ma sempre più delicata. L’opulenza viene ridefinita e non si limita più all’ostentazione: diventa consapevolezza di sé e di ciò che si indossa.
Il nuovo uniforme e il gioco delle texture
L’uniforme Balmain di oggi è progettata per il comfort, con uno stile utilitario che impregna caban, parka e pantaloni. I contrasti materici intensificano le dualità della collezione: la morbidezza del mohair incontra la solidità del cuoio. Radicata nel suo patrimonio, la maison continua a essere un terreno fertile per sperimentazioni stilistiche e tecniche. Le abiti effetto coccodrillo in 3D sono composti da piccole tessere in resina assemblate, il plissé impeccabile richiama le squame, mentre micro-perle ricamate riproducono motivi zebrati, aggiungendo un tocco di artigianalità innovativa.
Accessori iconici e design scultoreo
La linea di accessori si conferma protagonista: la borsa Anthem, già iconica, continua a guadagnare terreno, reinterpretata in materiali avvolgenti e tattili, mentre la sua cintura firma anche il guardaroba outerwear. Accanto ad essa, il modello Sync, impreziosito da un lucchetto d’archivio, il Shuffle in versione bustier e l’Ebène dal profilo a mezzaluna. Allo stesso modo, le calzature flirtano con l’idea di un’arte da indossare: i tacchi diventano sculture, i volumi si fanno sperimentali. Olivier Rousteing immagina così un’armatura confortevole, perfetta per affrontare con determinazione e sicurezza una nuova era della maison Balmain.