Da ottobre due nuovi progetti inaugurano la stagione artistica autunnale al MAST di Bologna

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Alinka Echeverria_Ada_Installation_View

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Maxime Guyon_Catena di montaggio Airbus

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Slideshow | NMAH.AC.0324_ref105

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Aapo Huhta

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PabloLopezLuz_Baja Moda XCVII Ecuador, 2019

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A partire dal 7 ottobre e fino a gennaio 2021 due nuovi progetti inaugureranno la stagione artistica autunnale del MAST di Bologna. Ampio spazio ai talenti della fotografia e un grande lavoro espositivo che porta sulla scena una selezione di fotografie d’archivio prodotte in Francia tra il 1915 e il 1938 che ricostruiscono la storia dell’innovazione in questo paese.

Da un lato l’esposizione che supporta giovani artisti emergenti, scovati con il grande progetto di scouting organizzato da Fondazione MAST di Bologna: “MAST Photography Grant on Industry and Work 2020″. Giunto alla sesta edizione, il concorso presenta le opere di cinque fotografi selezionati tra quarantadue candidati provenienti da tutto il mondo. Un progetto a cura di Urs Stahel.

Dall’altro lato “Inventions” la mostra a cura di Luce Lebart, con la collaborazione di Urs Stahel, allestita nella Gallery/Foyer, espone una selezione di fotografie d’archivio prodotte in Francia tra il 1915 e il 1938 che ricostruiscono la storia dell’innovazione in questo paese. Queste immagini, poco conosciute e caratterizzate da un estremo rigore, costituiscono le testimonianze visive di vent’anni di ricerche e invenzioni, prima ancorate alla guerra e alla difesa nazionale, poi alla vita civile e domestica.

“MAST Photography Grant on Industry and Work 2020″, a partire dal 7 ottobre e visitabile fino a gennaio 2021 con ingresso gratuito su prenotazione.

“Ogni due anni, la Fondazione MAST, attraverso il MAST Photography Grant on Industryand Work- spiega il curatore della mostra, Urs Stahel – offre a giovani fotografi l’opportunità di confrontarsi con le problematiche legate al mondo dell’industria e della tecnica, con i sistemi del lavoro e del capitale, con le invenzioni, gli sviluppi e l’universo  della produzione. E spesso il loro sguardo innovativo e inedito ci costringe a scontrarci con incongruenze, fratture, fenomeni e forse perfino abissi che finora avevamo trascurato o cercato di non vedere”. I progetti selezionati per questa sesta edizione sono diversi tra loro, ma legati dall’attualità dei temi affrontati e dalla molteplicità dei mezzi di rappresentazione scelti.

Alla scoperta dei finalisti di “MAST Photography Grant on Industry and Work 2020″ e dei loro lavori.

Gli artisti erano stati chiamati a realizzare lavori inediti su temi di grande attualità come i danni ambientali causati dall’agricoltura intensiva, il ruolo della donna tra presente e passato nel campo dell’industria cinematografica e dell’informatica, il fascino della tecnologia e del design del prodotto industriale, l’impatto dell’Intelligenza Artificiale sui modi di vita tradizionali e l’omologazione indotta dall’industria globale della moda.

Chloe Dewe Mathews mostra i danni ambientali delle coltivazioni intensive nei polytunnel, le strutture in plastica che ricoprono quattrocento chilometri quadrati di superficie terrestre per consentire di produrre ortaggi tutto l’anno.

Alinka Echeverria guarda alla quarta rivoluzione industriale ricostruendo le storie di tre donne del passato, pioniere nel campo dell’industria cinematografica e dell’informatica.

Maxime Guyon usa il mezzo fotografico al massimo delle sue potenzialità per restituirci gli aspetti tecnologici e le alte prestazioni degli aerei

Aapo Huta esplora il mondo dell’Intelligenza Artificiale e mostra come “la macchina“ legga in modo eticamente sospetto le immagini, sollevando dubbi sulle modalità di implementazione dei software.

Pablo López Luz fotografa le vetrine dei negozi di abbigliamento in America Latina, che resistono all’omologazione imposta dall’industria globale della moda e porta la riflessione sul paesaggio urbano quale luogo privilegiato per cogliere le trasformazioni sociali e culturali.

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