EROS. A tu per tu con Betony Vernon

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BV_Portrait©Ali Madhavi

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A tu per tu con Betony Vernon, designer di gioielli erotici e maestra di sensualità 

“Il mio lavoro sia come designer che come autrice e terapista ruota intorno al corpo, alla sessualità, al piacere. Sono sessuologa, ma non solo, metto tanti cappelli. La sessualità è tutto, non è staccata da noi, fa parte del corpo, della mente e dello spirito. Ma sono anche designer e artista. È complesso definirmi. Una volta mi hanno chiamata antropologa sessuale, et voilà”. Betony Vernon, classe 1968, americana, naturalizzata italiana, firma gioielli erotici, svolge terapia nel suo cabinet di Parigi e adesso anche online, è l’autrice di The Boudoir Bible, illustrato da François Berthoud – ora anche in Italia con il titolo Eros: LArte di Amare senza Tabù e ha di recente collaborato con Maison Valentino alla collezione di borse e scarpe Rockstud Alcove.

La tua storia: dalla Virginia all’Italia, che è diventata per te casa. 

In America ho studiato storia dell’arte. La prima volta che sono venuta in Italia era un’estate dei tempi dell’università. Sapevo fin da bambina che non volevo rimanere in America, perché ha diviso la mia famiglia. Mia mamma, inglese, è stata una delle prime attiviste per i diritti sociali negli Stati Uniti negli anni 60. Quando i miei genitori hanno divorziato, hanno affidato me e le mie sorelle a mio padre per i precedenti di mia madre come femminista. Ma lui non c’era mai, perché era pilota. Ho preso un biglietto per l’Italia e non sono mai più ritornata: per me l’Italia rappresenta il design, l’arte, la cultura. Ho lavorato negli atelier degli artigiani a Firenze. Quando ha iniziato a diventarmi piccola, mi sono detta: “vado nella scuola di design migliore al mondo”, che all’epoca era la Domus Academy a Milano. Era il 1994. Oggi vivo tra Roma e Parigi.

Come hai iniziato a disegnare gioielli erotici?

Facevo parte del movimento post punk, per noi la sessualità era un linguaggio, sedimentato in me sin da molto giovane. Ho cominciato a lavorare nel campo del piacere negli anni 90. Quando ho fatto Domus avevo già iniziato la collezione erotica: il mio lavoro è nato come risposta e responsabilità a una mancanza: la sessualità era un campo dove c’erano un grande vuoto e un grande bisogno di riflessione. Il mercato dedicato all’eros tuttora non prende in considerazione la qualità, la durabilità e l’idoneità dei materiali per il corpo. Nel 2022 celebro 30 anni del gioiello erotico e pubblicherò un libro che si intitolerà Paradise Found con Rizzoli New York. Ma la mia storia è un lavoro per la vita, una missione e ogni giorno mi sembra di dover ricominciare: abbiamo l’illusione che il sesso sia liberato, magari lo è inteso come prodotto consumistico, ma il piacere è ancora un tabù. La censura è un problema, sui social media sono controllata. Se le persone non sono ancora aperte a parlarne, è perché non vivono bene la loro sessualità.

Ci presenti Eros? L’originale è in inglese, ora tradotto in nove lingue. E la nona traduzione è proprio in italiano, pubblicata da Rizzoli.

Eros è un libro che diffonde la consapevolezza sessuale, non è una guida che ti dice come fare l’amore; ti spiega perché certe sensazioni succedono e come amplificarle. La gente proietta su di me le proprie ombre e mi giudica: ho dedicato tutta la mia carriera a rimuovere ogni categoria mentale, che è frutto di ignoranza e limita il mondo sia delle persone che desiderano esplorare sia di quelle che magari non osano perché hanno paura di essere giudicate. Per anni mi sono chiesta perché ci vogliano privare della conoscenza sessuale, che è la gioia e il motore della vita. La riposta è che una persona che è sessualmente sicura ha controllo del proprio piacere e accetta il corpo e tutte le sue imperfette bellezze, è una persona che sta bene con se stessa. E questo in un sistema capitalista non funziona, perché diventa un cattivo consumatore.

Se il sesso non fosse proibito non se ne perderebbe il gusto?

È un’idea molto cattolica. Non c’è spazio per questa restrizione nel mio modo di vedere le cose. Sono cresciuta senza proibizioni: l’assenza dei miei genitori mi ha lasciata essere chi sono. La maggior parte della società soffre di un’impronta proibitiva quando si parla del piacere. Solo settant’anni fa una donna che aveva un orgasmo passava una giornata intera a pregare, il piacere sessuale era qualcosa che l’uomo non associava alla moglie, ma al bordello, alle coquettes. Mentre agli uomini è sempre stato tutto permesso. Non ho una formazione religiosa né tabù sociali. Sono libera, per cui voglio divertirmi ed è questo l’invito del libro: esplorare ed eliminare i tabù per poter vivere nella gioia di fare l’amore.

Parlaci di libertà.

Più ti liberi, più ti diverti e più godi di un benessere generale, e non solo parlando di sessualità. Quando la sessualità non è onorata, non siamo completi, quando accettiamo e impariamo che è il centro della nostra vita, allora lì cominciamo a vivere. C’è anche l’idea che la sessualità debba rimanere un mistero… no! Quello che noi confondiamo con mistero è semplicemente mancanza di conoscenza sessuale. La gente spesso mal interpreta chi sono e cosa faccio, ma con grande diligenza vado avanti. Credo che la conoscenza sessuale possa cambiare il mondo, perché il piacere si riflette in tutti gli aspetti della vita.

E la seduzione?

Confidenza, capacità di essere presente nel momento, autenticità. La sicurezza è sexy, no?

Sei sempre stata così ammaliante o hai lavorato su te stessa?

Ho capito abbastanza presto, fin da bambina, il potere dell’amore, perché, non avendo i genitori presenti, trovavo l’affetto altrove. A 12 anni ero già una donna, alta, con forme e seno generosi. Sono nata rossa, come le mie tre sorelle. Sono nata per fare l’amore.

 

 

 

 

 

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