Alla scoperta dell’imponente Vista Tower di Chicago

vista tower Chicago
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L’edificio ondeggiante che tutto riflette: dall’ambra del tramonto al blu del lago. Il progetto Vista Tower di Chicago sale rapidamente verso i 101 piani di cui si comporrà una volta concluso, nel 2021. Il grattacielo, il più alto mai disegnato da un architetto donna, ha già iniziato a stupire: è stato infatti recentemente rinominato in The St. Regis Chicago.

Tre linee ondulate fluttuano verso il cielo. Una è più alta, una è più piccola, un’altra si pone nel mezzo. Il colore è quello dell’acqua e come l’acqua restituisce l’immagine specchiata di chi lo osserva. Nel caso di Vista Tower, è la città di Chicago a gettarsi sulla sua superficie e muoversi su di essa come onde flessuose.

Sembra quasi che il vicino Lago Michigan abbia abbandonato il suo placido letto per elevarsi a grattacielo. Inevitabile allora che questa struttura, all’apparenza tanto solida quanto liquida, si increspi idealmente al passaggio dell’aria che incessantemente soffia sulla Città del Vento.

La forma sinuosa dei tre palazzi interconnessi, che ricorda una scultura di Brancusi, rappresenta uno stacco netto per Chicago, ancora architettonicamente intrisa di un duro modernismo di epoca industriale.

L’effetto è ottenuto dalle sezioni troncopiramidali che, poste in modo alternato, donano alla struttura l’illusione del movimento. Situato sul margine del fiume al 363 di E. Wacker Drive nel quartiere di Lakeshore East, il complesso è stato disegnato da Jeanne Gang e dal suo studio d’architettura, Studio Gang Architects. I lavori sono in stato avanzato e dovrebbero concludersi nella seconda metà del 2021. Ma ancora non sono stati installati tutti i rivestimenti in vetro – divisi in sei tonalità e provenienti dalla Germania – che l’edifico subisce un cambiamento.

I costruttori – Magellan Development Group e Wanda Group – hanno infatti trovato un accordo di collaborazione con St. Regis Hotels & Resorts – proprietario di 45 strutture extra- lusso nel mondo – che porta a un rebranding dell’edificio. The St. Regis Chicago è dunque il nome con cui riferirsi a quello che diventerà il terzo grattacielo più alto (365 m) della città, nonché il più alto in assoluto, nel mondo, a essere progettato da una donna. Jeanne Gang non è nuova a imprese singolari a Chicago. Porta la sua firma anche l’Aqua Tower, grattacielo le cui forme ondeggianti ben si allineano a quelle del The St. Regis. Insieme le due opere mirano a innovare il profilo di Windy City.

L’attesa diventa trepida, allora, per l’inaugurazione dei 101 piani del The St. Regis Chicago, i cui spazi saranno divisi tra un residence abitativo e un luxory hotel, ovviamente gestito dall’omonima società. Combinando raffinatezza classica e sensibilità moderna, l’hotel dovrebbe disporre di 191 camere e diversi punti ristoro, tra cui un raffinato ristorante con sale private e terrazza all’aperto, lounge con vista sul fiume Chicago, Sky Bar con terrazza, una piscina coperta e una esterna, spa, sala fitness, sala da ballo e sale riunioni.

The Residences at The St. Regis Chicago vanterà invece 393 appartamenti, i quali offriranno ai residenti una luxury living experience di massimo livello, impreziosita dal piano destinato all’amenity space a uso esclusivo degli inquilini. Situato al 47° piano, tale spazio offrirà servizi quali una terrazza panoramica con piscina all’aperto, un salone privato e una sala da pranzo, una cucina con dimostrazioni dal vivo, un centro fitness all’avanguardia, un centro conferenze, una sala di proiezione privata, una golf lounge e una sala attività per bambini.

Il prezzo per acquistare un appartamento varia da $1 a $18.5 milioni e i primi acquirenti potrebbero accedere alle loro abitazioni già da dicembre 2020. I residenti e gli ospiti dell’hotel potranno godere, inoltre, delle innovazioni culinarie dell’Alinea Group di Chicago, che prenderà in carico l’onere di coccolare i palati dei suoi clienti. I ristoranti saranno posizionati al 2° e all’11° piano.

Infine, un preciso sistema di bilanciamento rende il grattacielo adeguato a respingere le sferzate del vento. Da evidenziare, in tal senso, la scelta di lasciare l’83° piano completamente disabitato e aperto.

Un canale dove il vento può incanalarsi e concentrare la sua azione potenzialmente pericolosa. Più poeticamente, rappresenta uno spiraglio di realtà che ci risveglia dal sogno in cui questa ondeggiante illusione ci trasporta.

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