MFW: La moda parla il linguaggio del futuro in stretta relazione tra abiti, natura, tecnologia e inclusività

61 sfilate, 57 presentazioni e presentazioni su appuntamento organizzate dagli Showroom, mono e multibrand, che hanno lanciato oltre 200 collezioni donna, uomo ed accessori per la stagione, di cui 15 fisiche e 42 digitali, insieme a 6 eventi, contando un totale di 124 appuntamenti in calendario. Si conclude la Milano Fashion Week Women’s Collection Autunno Inverno 2021-22. Il bilancio finale con i “best of” di questa grande edizione all’insegna della libertà e dell’inclusione che ha visto protagonisti per la prima volta nel calendario sfilate Brunello Cucinelli, Alessandro dell’Acqua x Elena Mirò; Del Core; Onitsuka Tiger; Fabio Quaranta; Dima Leu; Münn; Budapest Select; Alessandro Vigilante; Giuseppe Buccinnà e CHB. E per la prima volta nel calendario presentazioni i brand Moorer; Gonçalo Peixoto; Alabama Muse; Bacon; Push Button for Fila Korea; Peserico; Yatay; Oof Wear; REVENANT RV NT; AC9; Des Phemmes e Nervi. A cui si sono affiancati, con il supporto di Camera Moda Fashion Trust i brand ACT N°1 e Marco Rambaldi.

Non sono mancati i progetti speciali come “WE ARE MADE IN ITALY – The Fab Five Bridge Builders”, sviluppato dal gruppo di lavoro di Camera Nazionale della Moda Italiana “Black Lives Matter in Italian Fashion”. Il progetto curato da Stella Jean, Edward Buchanan, Michelle Francine Ngonmo e CNMI focalizzato a celebrare i valori dell’inclusione e della multiculturalità. Ideato con l’obiettivo di mettere in risalto il talento di cinque POC (people of color) talents: Joy ljeoma Meribe – MODAF DESIGNS; Karim Daoudi – KARIM DAOUDI; Claudia Gisèle Ntsama – GISFAB; Fabiola Manirakiza – FRIDA-KIZA; Pape Mocodou Fall alias Mokodu – MOKODU.

Per questa occasione Camera Nazionale della Moda Italiana ha pensato di supportare il talento dei giovani creativi e le realtà dell’artigianato in risposta alla crisi che negli ultimi tempi ha colpito il settore del Made in Italy, istituendo due stanze virtuali sulla piattaforma dedicata milanofashionweek.cameramoda.it. Una progettata appunto per le eccellenze formative italiane di cui è stata protagonista la scuola fiorentina Polimoda. L’altra, realizzata in collaborazione con Confartigianato Imprese, ha visto protagonisti 5 artigiani: Duccio Mazzanti (Mazzanti Piume since 1935 – Firenze), Alberto Bevilacqua (tessuti artigianali since 1875 – Venezia), Vivian Saskia Wittmer (scarpe su misura – Firenze), Marina Rizzini (Bice&Berta maglieria su misura since 1992 – Bergamo) e Anna Tosi (Pagliani e Brausser fiori in tessuto e modisteria since 1946 – Verona). Il progetto si è avvalso inoltre della collaborazione della Fondazione Cologni dei Mestieri D’Arteche da sempre si impegna a salvare le attività artigianali d’eccellenza dalla minaccia di scomparsa.

Ma cosa hanno presentato i marchi più famosi del lusso? Quali saranno le nuove tendenze e quali gli show più emozionanti di questa Milano Fashion Week?

Partiamo da Maison Valentino che in occasione di Milano Fashion Week ha realizzato uno spettacolo in streaming organizzato al Piccolo Teatro di Milano. Atto punk, sia per la collezione Autunno Inverno 2021/2022 che rappresenta l’insieme sensuale e romantico, dell’identità della nuova generazione di appassionati del brand, sia per il fatto di aver aperto un teatro quando l’aggregazione e la condivisione sono sospese. Sfilata a cui è seguita la performance musicale con l’artista Cosima, nata e cresciuta a Londra, che ha conquistato il suo pubblico grazie alla sincerità e alla vulnerabilità delle liriche che raccontano la sua storia.

Con il desiderio di riportare vita in uno dei luoghi più importanti dell’Arte italiana come Palazzo Reale, chiuso al pubblico da troppi mesi, Sara Cavazza, direttore creativo di Genny, ha messo in scena uno spettacolo creativo ed elegante, in cui il savoir-faire italiano si è legato a un’estetica cosmopolita rispecchiando il mood della collezione pensata per donne impegnate, indipendenti e sofisticate. Erichiamando l’allure dei private member club londinesi, come Annabel’s.

Alberta Ferretti invece presenta una collezione fatta di forme avvolgenti dove il copro è ben protetto da texture calde, proponendo la nuova idea di minimalismo. Brunello Cucinelli (al suo primo show in calendario della Milano Fashion Week), invece ci invita a riscoprire i valori autentici e naturali. Collezione che sottolinea il fatto che l’abbigliamento non è più soltanto un elemento funzionale o estetico, ma assume il compito di esprimere un feel good style che coniughi piacere ed equilibrio. Richiamo all’impegno della protezione verso la natura per Giorgio Armani che indaga il post pandemia ponendosi il quesito “Come ci vestiremo dopo?”. Lo stilista mette insieme le contrapposizioni del buio e della luce, del maschile e del femminile, iniziando lo show streaming con la riproduzione del primate zero, opera di Marcantonio Raimondi Malerba di Uri, donato anni fa a Re Giorgio che rappresenta il simbolo dell’impegno preso dalla Maison con il WWF, per proteggere la specie a rischio di estinzione. Pone invece l’accento sulla forza delle donne, viste come moderne amazzoni, la collezione di Elisabetta Franchi che si ispira alla audacia e al coraggio femminile.

Dopo il fashion arcade dedicato alla collezione PE 2021, GCDS ci fa sognare con un viaggio sensoriale, un trip notturno in alcune delle capitali più cool del mondo, da Londra a New York, e party ormai lontani che ci catapultano in un universo distopico, in compagnia di Rina Lipa (la sorella della pop star Dua Lipa). Guardaroba anni Novanta, come da Dna, dove spiccano le collaborazioni con Moon Boot e Alcantara, ma anche con l’azienda dolciaria Pastiglie Leone con cui GCDS ha realizzato l’invito allo show digitale, partendo proprio dall’idea che una caramella alterasse la percezione di un viaggio unico nel suo genere.

Miuccia Prada e Raf Simons (co direttori creativi di Prada) si ispirano all’idea di cambiamento e trasformazione, aprendosi a nuove possibilità. Temi e intenti disparati si fondono e rispecchiano la natura umana: la convinzione che in ogni uomo e donna conviva sia il maschile che il femminile. Tema dell’identità ripreso anche da Fendi che presenta un lavoro a sei mani, realizzato da Silvia Venturini Fendi, Kim Jones e Delfina Delletrez che debutta nella maison per la realizzazione dei gioielli. Una collezione che parte da un guardaroba puramente femminile, ispirato all’archivio delle 5 sorelle Fendi, che così diventa un nuovo classico, italiano e funzionale. Abiti per persone vere, attente alla magnificenza dei dettagli. Tra gli accessori nascono le nuove Fendi First, FENDI Way e la borsa a spalla FENDI Touch. Prosegue il progetto Fendi hand in hand che vede protagonisti 20 artigiani di 20 regioni italiane realizzare un’interpretazione della Baguette. Tema della funzionalità sviluppato anche da Onitsuka Tiger, come abbiamo detto il brand giapponese guidato dal creativo italiano Andrea Pompilio, presenta per la prima volta a Milano Fashion Week la sua collezione ricca di dettagli artigianali, disegnati con meticolosa attenzione. Tra i capi chiave spiccano i particolari pile lavorati con intarsi in radzimir di nylon e piping a contrasto di ispirazione vintage, eccellenti per prevenire il freddo durante l’alpinismo invernale.  La collezione è arricchita da una collaborazione con Toyoki Adachi, designer e direttore artistico del marchio grafico tessile “nowartt”. Collezione in cui Andrea Pompilio ha incorporato la sua grafica tessile nei capi della collezione, stampandola sui tessuti utilizzati per piumini, pantaloni e zaini e in particolare sul PAW project, la tipica track suit in poliestere acetato degli anni ’70, capo iconico di OnitsukaTiger, combinando quindi due concetti opposti – “vintage x art” e “analogico (disegnato a mano) x digitale”.

Se la moda rappresenta il futuro, Salvatore Ferragamo ne immagina uno intergalattico. Paul Andrew, il Direttore Creativo del marchio trasforma la Rotonda della Besana in un mondo cinematografico ispirato a Star Wars, Gattaca, Matrix dove i capi assomigliano alle nuove uniformi del quotidiano. “Nella moda, il passato esercita una gravità attirandoci continuamente a sé. Per questa stagione ho voluto invertire il fenomeno. L’obiettivo è quello di creare una collezione “Future Positive” che veda il presente attraverso il prisma del futuro, sprigionando una miriade di prospettive inedite. I classici sci-fi del cinema pre-millennial, come Gattaca, Fino alla fine del mondo e Matrix, sono stati fonte d’ispirazione. Ho immaginato delle moderne uniformi come reminiscenze di un passato lontano, senza i consueti stereotipi legati alla classe, al colore, alla fede. Nuove uniformi di un futuro utopistico in cui la diversità e la positività si combinano per un mondo migliore. Come diceva Salvatore Ferragamo a proposito delle sue calzature, questa collezione è dedicata ‘a tutti coloro che devono camminare’, uniti nella determinazione di reimmaginare e ricostruire un nuovo futuro responsabile, positivo e gioioso.” Afferma Paul Andrew.

Ispirazione cinematografica anche da Moschino, il direttore creativo Jeremy Scott chiama a raccolta una sfilza di star – da Dita Von Teese, Amber Valletta e Hailey Bibier, ma non solo – per mettere in piedi un “fashionland” ispirato alla scena di “Donne” film del 1939 di George Cukor, per una reinterpretazione degli anni d’oro di Hollywood.

Missoni rivede gli scenari della tradizione secondo i dettami dell’innovazione facendo conquistare alla maglieria, caposaldo del marchio fondato da Rosita e Ottavio Missoni, nuovi scenari contemporanei: glamour, ma più urban e streetwear. Per l’occasione Missoni presenta un video musicale, realizzato in collaborazione con il regista Lorenzo Gironi, in grado di raccontare le collezioni realizzate durante un intero anno, dalla primavera all’inverno, e catturando lo spirito più giovane, dinamico e urbano del marchio, trascendendo il concetto di tempo e spazio e rimanendo eternamente rilevante. Innovazione della tradizione anche in casa Etro che presenta una collezione ispirata alla libertà creativa e spregiudicata di artisti come Rudolf Nureyev e Jimi Hendrix.

Si ispira invece al vestire fluidificato del periodo che viviamo, dove convivono sport, alta moda in un insieme di occasioni e modi mescolati, la collezione di Ermanno Scervino che punta sull’incessante ricerca della bellezza e sull’attualità del vestire.

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